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DONNE

ELENA MELCHIORRI  Coord.to donne Fit-Cisl Emilia Romagna

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"MATERNITA' E PATERNITA' NEI TRASPORTI"

redatto a cura del Coordinamento Nazionale Donne Fit Cisl.

Questa breve guida, elaborata a cura del Coordinamento Nazionale Donne Fit, si pone come obiettivo principale, quello di essere un valido ausilio per i nostri iscritti, un vademecum dei propri diritti in materia per conoscere meglio la legislazione e le norme previste dai CCNL dei Trasporti sui congedi e su tutto ciò che può agevolare il welfare familiare.
Qualunque aggiornamento e/o dettaglio normativo, come pure tutte le attività proposte dal Coordinamento, potranno essere visualizzate nel sito www.fitcisl.org area Donne, dove il Coordinamento Nazionale ha una specifica sezione dedicata alle politiche di genere.
Inoltre, potete inviare richieste di informazioni contattando il Coordinamento via mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. , attraverso la pagina facebook Donne Fit Cisl Nazionale Fit Cisl e l'account twitter @DonneFit.

Scarica l'opuscolo

 

 

 

L'ALTRA META' DEL CIELO

"L'universo femminile è un importantissimo bagaglio di competenze miste a grandi capacità umane che hanno bisogno di essere valorizzate, utilizzate, promosse, incentivate, come un patrimonio prezioso di cui non si può e non si deve fare a meno", questo ha dichiarato recentemente la Consigliera Nazionale di Parità. E l'universo femminile si muove, si muove in continuazione e prova a far parlare di sé e ad attirare l'attenzione tramite le donne del sindacato, perché le problematiche ancora da risolvere sono tante, sul lavoro ma non solo, e parlarne serve sempre a sensibilizzare e a ricordare che esistono. Qualche esempio?
La cronaca ci propone quasi giornalmente notizie di femminicidi e finalmente è stata pubblicata in "Gazzetta Ufficiale" la legge 11 gennaio 2018 n. 4, recante: "Modifiche al Codice civile, al Codice penale, al Codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici". La nuova legge introduce varie misure di tutela, tra le altre il gratuito patrocinio all'assistenza legale da parte dello Stato, borse di studio, iniziative per il reinserimento lavorativo, assistenza medica e psicologica. Un risultato molto importante per le circa 1.600 vittime ad oggi censite: bambini e adolescenti che, oltre ad aver assistito forzatamente alla violenza domestica, con tutte le ripercussioni di ordine psicologico che ciò comporta, si ritrovano improvvisamente senza un punto di riferimento in un fase della vita particolarmente bisognosa di sostegno e guida. L'approvazione della legge è avvenuta dopo quattro anni di discussione.
Ricordiamo la piaga delle mutilazioni genitali femminili. Nel mondo si stimano oltre 800 milioni di donne in 30 paesi vittime di queste barbarie. Il nostro Paese si è dotato di una legge specifica (Legge 9 gennaio 2006 n. 7) recante "Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile". "In Italia – si legge nel testo - si stima in un intervallo tra 60.000 e 81.000 il numero di donne attualmente presenti che sono state sottoposte durante l'infanzia a una forma di mutilazione genitale. La presenza di un così elevato numero di ultra-quindicenni mutilate – di cui una cospicua parte nell'ambito di flussi di tipo umanitario – segnala la necessità di implementare sia azioni di assistenza che di prevenzione. Queste cifre non comprendono infatti le bambine a rischio di essere sottoposte a mutilazioni genitali".
Secondo l'ultimo rapporto Istat sulla violenza sulle donne (pubblicato nel 2016, con dati aggiornati al 2014), il 31,5 per cento delle italiane di età compresa tra i 16 e i 70 anni ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Stiamo parlando di 6 milioni e 788mila donne, che dichiarano di essere state sottoposte, almeno una volta nella vita a maltrattamenti fisici o abusi sessuali. Il fenomeno riguarda ogni categoria professionale, ma tra le laureate e le libere professioniste e le dirigenti –probabilmente per una maggiore propensione a dichiarare la violenza subita– i numeri risultano ancora più importanti: rispettivamente il 42,5 per cento e il 40,3 per cento delle intervistate. Il 16,1 per cento delle donne italiane, secondo lo stesso rapporto, è stato invece vittima di stalking, nella maggioranza dei casi da parte di un ex partner.
Meno visibile ma comunque presente la violenza nei luoghi di lavoro, per cui si parla di 167.000 donne in 3 anni vittime di ricatto o violenza per ottenere, conservare il posto di lavoro e avanzare di carriera.
Secondo recentissime stime ONU (gen. 2018) nel mondo le donne guadagnano in media il 23% in meno degli uomini. In Italia il gap si riduce al 5%. Se si prende a riferimento però l'analisi dell'Osservatorio Job Pricing che guarda al mondo privato con contratti full-time, il dato sale immediatamente al 12,7% Senza tener conto poi di tutti quegli elementi di criticità che continuano a permanere (segmentazione del lavoro, percorsi di carriera intermittenti ecc.) cheridimensionano ulteriormente la differenza con il resto d'Europa e producono di riflesso anche un notevole differenziale pensionistico: il Gender Pension Gap arriva in alcuni casi ad un differenziale del 40%.
E queste sono solo le macroquestioni che riguardano le donne, poi occorre ricordare il difficile accesso al lavoro e la minore occupazione rispetto agli uomini, nonostante il lavoro delle donne generi altro lavoro (es. servizi), favorisca la scelta di maternità e protegga la famiglia dal rischio di povertà. Si fa ancora troppo poco per promuovere l'occupazione femminile, specie quella che si possa armonizzare con i tempi dei figli e della famiglia. In tutte queste questioni il sindacato a livello nazionale ed europeo, attraverso le donne che lo compongono, si fa promotore di tavoli di trattativa, campagne di sensibilizzazione e veicolo di pubblicità per iniziative volte a combattere queste piaghe della società. Noi ci proviamo...

 

INCONTRO COORD.TO DONNE DEL 15/12/2017
Le componenti del coordinamento donne, convocate dalla Segretaria Regionale Manola Cavallaro, si sono incontrate presso la sala conferenze dell'hotel di V.le Masini. La Segretaria Manola Cavallaro si è resa portavoce di tutta la Segreteria Regionale Emilia Romagna nel comunicare la scelta di nominare una nuova coordinatrice: Elena Melchiorri. La nomina è stata accolta caldamente da tutte le componenti presenti.
Da parte di tutta la Segreteria Regionale e dalle donne Fit un grande augurio di buon lavoro ad Elena!
 
Maternità e Paterntià

La gravidanza e la nascita del bambino sono tutelate dal D.Lgs. 151/2001, "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità" (in seguito indicato come T.U.).

La disciplina è volta a salvaguardare la salute della lavoratrice e del bambino nelle fasi più delicate della gravidanza/maternità attraverso la previsione di periodi di assenza dal lavoro e permessi...

scarica schede

Congedo di maternità (ex astensione obbligatoria)

Congedo di paternità

Congedo nei casi di adozione e affidamento

Congedo parentale

Voucher di maternità

Congedo parentale prolungato

Riposi giornalieri (ex permessi per allattamento)

Congedi per malattia del figlio

Controlli prenatali

Divieto di licenziamento

Dimissioni

Conservazione del posto e diritto al rientro

Tutela della sicurezza e della salute

Il trattamento economico della maternità nei CCNL

Tutela della maternità-paternità nel lavoro non dipendente

 


 

Pubblicata l’indagine sullo sviluppo dell’occupabilità femminile nel trasporto ferroviario in Europa

Riportiamo la traduzione del comunicato stampa della sezione trasporto ferroviario dell’ETF che informa dell’avvenuta presentazione dell’annuale rapporto sullo sviluppo dell’occupabilità femminile nel settore del trasporto ferroviario in Europa.

Il 2 febbraio l’Associazione europea delle imprese ferroviarie (CER) e la Federazione europea dei sindacati dei trasporti (ETF) hanno pubblicato il secondo rapporto annuale sullo sviluppo dell’occupabilità femminile nel settore del trasporto ferroviario in Europa.

I risultati dimostrano che la quota media di lavoratrici impiegate nelle ferrovie è incrementata ed attualmente sfiora il 20%. Le differenze tra le diverse nazioni rimane molto alta; la Lituania detiene il primato di donne impiegate in ferrovia. Come sottolineato nel precedente rapporto la media delle donne impiegate nelle ferrovie è più elevata nell’Europa dell’est rispetto al resto dell’Europa. I dati del rapporto indicano che la percentuale più alta di donne impiegate nelle ferrovie si registra nel settore del personale di scorta (30,6%), seguita dal settore del controllo della circolazione (20,3%), dai servizi amministrativi (19%), nel settore dell’ingegneria (17,2%). La quota di donne che sostiene corsi di formazione professionale arriva al 23,4%. Le misure più gradite, dalle addette, per un giusto contemperamento delle esigenze dei tempi di vita-lavoro sono risultate essere: la flessibilità negli orari di lavoro, la riduzione delle ore di lavoro, i periodi sabbatici.

Le misure gradite per promuovere l'occupazione e lo sviluppo della carriera delle donne sono risultate le iniziative per migliorare la salute e le condizioni igieniche, quelle di sensibilizzazione dei gestori delle risorse umane reparti e dei dirigenti, nonché una revisione delle procedure di assunzione.
Tra le imprese partecipanti una su cinque dichiara di avere un organismo che si occupa di pari opportunità.

Il Direttore della CER Libor Lochmann ha affermato: «… è positivo vedere la crescita del numero delle donne impiegate nel settore ferroviario. Credo che questa tendenza non rallenterà nei prossimi anni».

La Segretaria dell’ETF Sabine Trier ha aggiunto: «…..è importante vedere crescere il numero di imprese che partecipano al sondaggio. Il lieve incremento della media delle donne impiegate assieme a quello delle imprese che partecipano all’iniziativa dimostrano come le imprese ferroviarie siano impegnate a rendere, alle donne, sempre più attrattivo questo settore, anche se c’è ancora molto margine per migliorare e crescere. Le raccomandazioni congiunte CER\ETF del
2007 e il rapporto sulle “donne nel settore ferroviario” (WIR) del 2010 offrono preziosi suggerimenti in merito».

Il numero di imprese partecipanti è aumentato da 24, presenti in 19 nazioni, nel 2013, a 39, presenti in 21 nazioni, nel 2014. Tutte assieme le imprese, nel 2013, contavano 887.300 dipendenti. L’indagine ripetuta annualmente consentirà di misurare lo sforzo, delle imprese ferroviarie Europee, per assicurare la parità tra donne e uomini.
L’intera indagine può essere scaricata dal sito: http://www.etf-europe.org/etf-3889.cfm.

Emilia Romagna